Portovenere

Sono le coloratissime case-torri a dipingere la cartolina di Portovenere: attaccate l’una all’altra, altissime,  affacciate sul mare, custodiscono l’antica calata Doria e il porticciolo turistico. Il castello e le fortificazioni che fecero costruire i genovesi ne hanno fatto, nella storia, un borgo marinaro ma anche militare. E un omaggio a Genova è la chiesa di San Lorenzo che fu, addirittura, consacrata da un papa: Innocenzo II, nel 1130, quando non era stata ancora finita. Dal mare, le rocce a strapiombo di Punta San Pietro e la Grotta Byron, ma c’è chi sostiene che il poeta non ci sia stato mai.  Più in su il cimitero dove tutti, probabilmente, vorrebbero avere riposi eterni e poi le palestre di roccia nere e rosse.
Ma Portovenere  Portus Veneris, forse così bella non poteva che essere il rifugio della dea della bellezza, è legata (anche se divisa da un lembo leggero di mare) all’isola della Palmaria, dove di casa ci stanno i gabbiani reali e dove nell’antichità c’erano le cave di Portoro, il fantastico marmo nero con le striature dorate.
Il 17 agosto Portovenere è attraversata dalla processione della Madonna Bianca: la pergamena che riproduce la Vergine è onorata dagli abitanti: era scolorita, ma nella notte tra il 16 e il 17 agosto del 1399 si illuminò, si colorò e mostrò le figure del santi che erano scomparse.

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