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La Grande Muraglia Genovese

I FORTI
Con i suoi 19 chilometri di lunghezza, rappresenta un patrimonio monumentale unico che tra il Seicento e l'Ottocento aveva reso la città più munita d'Europa. Il tracciato delle mura e i forti collinari sono testimonianza di secoli di storia, dalla temuta aggressione da parte dell'imperatore Federico Barbarossa all'attacco navale della flotta del Re Sole all'assedio dell'esercito austriaco, dalle guerre napoleoniche ai bombardamenti tedeschi della Seconda guerra mondiale.
Innestata sulle mura medioevali che proteggevano la città, la cerchia dei forti risale al XVII secolo. Sfruttando le nuove scienze topografiche e trigonometriche, il direttore dei lavori Baliani, amico di Galileo Galilei, trasformò Genova in una città all'avanguardia nell'architettura militare, modello per le scuole francese e tedesca. Altre fortificazioni furono erette nel 1747 dalla Repubblica per contenere l'assedio austriaco. Fu poi il governo sabaudo, nel 1815, a completare il formidabile complesso dei forti nelle volumetrie massicce e di richiamo medievale che ancora oggi dominano la città.

FORTE DIAMANTE
Prende nome dal monte su cui sorge, a 667 metri di altezza, dominando le valli Polcevera e Bisagno. Completato nel 1758 e dotato di due cinture di bastioni, aveva il quartiere centrale costruito su tre piani per l'alloggio delle truppe e un tetto spiovente a falde in ardesia a prova di bomba. Il 30 aprile del 1800 vi si svolse una cruenta battaglia fra l'esercito austriaco del conte di Hoenzollern e le truppe napoleoniche del generale Bertrand che alla fine riuscirono a respingere il nemico. Negli ultimi anni, con l'intervento di giovani volontari italiani e stranieri, è stato completamente ripulito da detriti e sterpi accumulatisi negli anni.

I DUE FRATELLI
I Forti "Fratello Maggiore" e "Fratello Minore" distano meno di 300 metri l'uno dall'altro. Costruiti nel 1747 sulla linea delle fortificazioni campali provvisorie genovesi, durante l'assedio del 1800 furono temporaneamente conquistati dagli austriaci che vi installarono due cannoni. A quegli scontri prese parte anche il poeta Ugo Foscolo che combattè a fianco dei franco-genovesi e fu ferito sulle pendici del "Fratello Minore".

FORTE PUIN
Il suo nome deriva probabilmente dalla parola 'pani': veniva utilizzato come ridotta per l'approvvigionamento dei forti più settentrionali fuori dalle mura. E' una delle strutture meglio conservate. Il Comune di Genova da alcuni anni lo sta utilizzando come centro di avvistamento degli incendi, ma viene anche usato come punto di riunione di gruppi scolastici ed escursionistici.

FORTE SPERONE
Situato sulla vetta del monte Peralto, è il punto chiave delle fortificazioni genovesi e deve il nome proprio alla posizione elevata. In quest'area, già nel 1319 esisteva una torre di avvistamento costruita dalle fazioni ghibelline. La struttura attuale è formata da tre grandi corpi che consentivano la difesa anche parziale nei confronti di truppe nemiche che fossero riuscite a penetrare all'interno. Da alcuni anni ospita spettacoli teatrali all'aperto, mostre, concerti e manifestazioni che ne utilizzano la grande suggestione.

FORTE BEGATO
Le sue prime notizie risalgono al XIV secolo quando la postazione militare venne contesa da Guelfi e Ghibellini. Formato originariamente da una polveriera e un baraccone funzionali a uno dei corpi di guardia delle mura, fu ampliato nel 1800: poteva ospitare 840 soldati e al suo interno erano stati ricavati magazzini per 1500 metri quadrati e un'area dove potevano essere stipati 41.000 chilogrammi di munizioni. Durante la Prima guerra mondiale fu utilizzato anche come campo di detenzione per i prigionieri, mentre nella Seconda ha ospitato un deposito di munizioni e una batteria antiaerea.

FORTE CASTELLACCIO
La costruzione costituiva un potente baluardo inserito nel settore orientale del perimetro delle Mura Nuove, costruite nel '600. Sorge su uno sperone roccioso all'epoca utilizzato per eseguire le condanne capitali mediante impiccagione, prima effettuate nella zona della Lanterna. Nel corso della storia ha subito numerosi rimaneggiamenti ma la trasformazione più radicale si è avuta nel XIX secolo: a quest'epoca risale la maggior parte delle strutture dell'attuale fortezza.

FORTE CROCETTA
Fu costruito a 160 metri d'altezza, sull'area dove sorgevano il convento e la chiesa seicentesca del Santissimo Crocifisso. Nel 1798 la chiesa e il convento furono chiusi e all'inizio del secolo successivo il Genio militare napoleonico costruì una fortificazione utilizzando in parte la struttura dei vecchi edifici religiosi. Il complesso risulta perciò caratterizzato da forme atipiche rispetto alle altre fortificazioni genovesi dell'epoca

FORTE TENAGLIA
In quest'area già nel XVI secolo esisteva una costruzione difensiva. Quando la Repubblica genovese deliberò di innalzare le Mura Nuove, si discusse a lungo se comprendere questa costruzione nel nuovo perimetro o lasciarla isolata ed esterna. Alla fine si decise di seguire il crinale naturale e nel 1633 la fortezza venne demolita e al suo posto fu eretta una 'tenaglia' con funzioni strettamente legate alla cinta muraria. Durante la Seconda guerra mondiale vi fu collocata una batteria antiaerea e il forte venne danneggiato dai bombardamenti

FORTE RATTI
Situato a 564 metri di altezza, sulla cima del monte omonimo, domina il settore orientale di Genova. Con una superficie di oltre 34.000 metri quadrati è tra le costruzioni maggiori del sistema di fortificazioni cittadine. Completato nelle forme attuali durante la prima metà dell'Ottocento, durante la Grande Guerra fu utilizzato come prigione militare.

FORTE QUEZZI
Il primo progetto di questo Forte risale al 1747, ma la costruzione fu presto sospesa per mancanza di fondi. Per l'importanza strategica della posizione, tra il 1805 e il 1814 si decise di riprendere i lavori per realizzare una caserma a due piani. Uno dei quali fu demolito intorno al 1940 per sistemarvi una batteria contraerea. Il forte fu poi definitivamente abbandonato nel

FORTE RICHELIEU
L'importanza strategica della sua posizione si rivelò durante l'assedio austriaco del 1747. Era stato il maresciallo Louis du Plessis, duca di Richelieu, a suggerire di munire con opere difensive questa località allora chiamata 'Menegu'. Il Forte fu completato in sette mesi e poi ampliato tra il 1799 e il 1809. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale ospitò famiglie di senza tetto e dal 1959 vi è stato collocato un ripetitore televisivo. Da allora è chiuso al pubblico

FORTE SANTA TECLA
Fu costruito nel XVIII secolo nel luogo dove da oltre seicento anni esisteva una piccola chiesa che portava lo stesso nome. Lo scopo del complesso era di bloccare un'eventuale avanzata nemica da levante. Dal dopoguerra al 1981 è stato utilizzato come residenza civile. In seguito si pensò di restaurarlo scegliendolo come sede di iniziative culturali ma questa trasformazione non si è ancora realizzata.

FORTE BELVEDERE
Nonostante la vicina presenza del Forte Tenaglia, la collina del Belvedere poteva consentire a un esercito nemico di sistemare una batteria nemica per bombardare le Mura. E' il motivo per il quale, tra il 1815 e il 1825, venne costruito questo Forte, nato sulla struttura di una casa settecentesca. Successivamente, venendo meno la sua importanza strategica, venne trasformato in batteria a difesa dello specchio d'acqua antistante.

FORTE SAN MARTINO
Insieme a quello di San Giuliano, da un punto di vista architettonico questo Forte situato nella collina di Albaro è il più moderno della cinta muraria genovese. Fu eretto tra il 1820 e il 1832 come proseguimento dello sbarramento fortificato ideale che, all'epoca, si fermava al forte Santa Tecla. Usato a partire dagli anni Venti per ospitare una batteria contraerea, dopo la seconda guerra mondiale venne occupato da numerose famiglie di senza tetto e poi completamente abbandonato nel 1952.

FORTE SAN GIULIANO
E' l'unico tra i forti genovesi situato in prossimità del mare, affacciandosi su Corso Italia, la promenade più famosa della città. Venne costruito nella prima metà del XIX secolo sull'area di una preesistente opera fortificata chiamata "Batteria Sopranis" con lo scopo di impedire attracchi e sbarchi nemici. Dopo la Seconda Guerra Mondiale è stato assegnato alla Regione Carabinieri Liguria ed attualmente è sede del Comando Provinciale Carabinieri di Genova

NUOVE MURA
Già nel Medioevo Genova aveva costruito intorno a sé diverse cinte murarie ma la settima, eretta nella prima metà del '600, rappresentò l'opera più imponente e innovativa dal punto di vista architettonico e militare. Anziché proteggere solo l'abitato, per la prima volta le mura genovesi seguirono un perimetro molto esteso lungo il crinale delle colline diventando un baluardo difensivo che garantiva una maggiore sicurezza alla città, consentendo anche il mantenimento dell'espansione urbanistica all'interno della cinta. Ampi tratti di quelle fortificazioni sono ancora oggi in buone condizioni e consentono di percepire la

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