Deiva Marina

I primi furono i longobardi. Poi fu il feudo dei (Da) Passano. E il capostipite Manfredo signore del luogo per volontà di Ottone II, vi fece costruire torri e fortificazioni.

Quando la Repubblica di Genova,  nel XII secolo, conquistò Deiva e i suoi borghi vicini ebbe filo da torcere perché  i Passano erano talmente radicati che nonostante la conquista comandavano ancora. E allora i duri genovesi obbligarono questi signori a soggiornare almeno per due mesi nella “capitale”, proprio per toglierli dalle loro terre.

Deiva ha vissuto di prodotti della terra che poi, via mare, esportava. Così nacque anche l’insediamento di marina. Agricoltura e marineria, l’una complementare all’altra.

Nella chiesa di Sant’Antonio c’è un organo magnifico. Davanti alla chiesa la torre quadrangolare, vicino alla spiaggia un’altra, rotonda, fatte per difendere gli abitanti dalle scorrerie dei saraceni.

Belle chiese nelle frazioni di Mezzema e Piazza e nel santuario ai Piani della Madonna un curioso invito al riposo festivo, consacrato da un’epigrafe. Siamo sulla via francigena e i viandanti che la percorrevano si potevano riposare in un ospizio.

Anche le monache benedettine godevano le bellezze di questa costa nella pace del loro convento.

Il mitico passo del Bracco sta sopra con tutti i suoi misteri, intorno boschi, sotto scenari mozzafiato, spiagge silenziose, calette, insenature.

I grandi contrasti della Liguria.

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