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Gli appartamenti di Papa Pio VII

Via Pia e Piazza Chabrol si incrociano nel centro storico di Savona.

Così come si erano incrociati i destini di due tra i più eminenti personaggi che Savona ha ospitato nel corso di una storia bimillenaria.

Il conte di Chabrol era prefetto del grande dipartimento di Montenotte all'epoca in cui papa Pio VII, prigioniero di Napoleone Bonaparte, venne tradotto a Savona, dove rimase dal 17 agosto 1809 al 10 giugno 1812 e poi, per un breve periodo, tra febbraio e marzo 1814.

Il pontefice fu ospitato nel palazzo vescovile, in un appartamento al piano nobile, ma sistemato strategicamente in modo da non consentire alcun contatto con l'esterno.

In gran fretta, mentre il vescovo Maggioli trasferiva il suo alloggio in seminario, furono allestite alcune stanze, che si affacciavano sul chiostro interno: dalle finestre che davano sul chiostro il papa poteva ammirare la cappella Sistina, costruita dal suo predecessore Sisto IV in memoria dei genitori.

L'arredo dell'appartamento papale era stato allestito a spese del governo francese, che autorizzò il conte di Chabrol a spendere 100 mila lire al mese per il mantenimento della corte pontificia.

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