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PR-20 Fiat, il relitto del cacciabombardiere a S. Stefano al Mare

Due miglia al largo, davanti alla località balneare imperiese, giace su un fondale di 45 metri il relitto del BR20 Fiat, bombardiere del 43esimo stormo d’assalto.

La leggera corrente che arriva da levante, consente a chi scende una buona visibilità.

Il relitto è intatto: la fusoliera lunga 16 metri, l’apertura alare di 22.

Solo il muso si è accartocciato nella manovra di ammaraggio che l’equipaggio ha tentato di ritorno da una missione di bombardamento su Tolone. Era il 13 giugno 1940.

Il motore superstite ha l’elica a tre pale, con cilindri disposti a raggiera.

Il Bimotore sapeva volare a 400 chilometri l’ora, con una autonomia di 3 mila chilometri.

La copertura di fogli d’alluminio non esiste più, ma nella cabina di pilotaggio tutto è intatto: dai sedili dei piloti alla cloche. La natura si è sostituita al rivestimento. Spugne gialle sul muso della fusoliera, pesci e crostacei che hanno scelto il relitto come scudo alla sopravvivenza.

Sotto l’ala si intravede il carrello. Poderosa, al centro, svetta ancora la mitraglietta calibro 12 punto 7, montata sulla torretta girevole, sopra il vano della cartucciera.

Prima di risalire c’è il tempo per un ultimo sguardo al piano di coda, una prospettiva magnifica.

Poi via, lentamente verso l’alto. Ma è un’immersione per sub esperti.

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