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Arcola, tra tocco e torri

Arcola, arroccata sulla collina che digrada verso il fiume Magra, è luogo contadino e anche la cucina è contadina.

E' luogo aspro, paese turrito, castelli, forti, campanili. Forse il nome deriva da Ercole o da Arx, la rocca.

Il castello sovrasta il borgo ed è talmente massiccio che non ha finestre ma soltanto feritoie.

Passò da una famiglia all’altra, bottino di ricche conquiste, appartenne anche a Castruccio Castracani nel 1320 e fu bombardato alla fine del Settecento, quando i franco-liguri si opponevano agli austro-russi.

Ma è la torre pentagonale degli Obertenghi, costruita nel X secolo, venticinque metri di altezza a fare da imbattibile bastione.

Nel santuario di Nostra Signora degli Angeli una statua della madonna ricorda l'apparizione della Vergine alle cinque sorelle Fiamberti alla fine del Cinquecento: si manifestò sopra un rosmarino.

Così è chiamata la Madonna del Rosmarino

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