La Spezia

Piaceva a Hemingway per le sue case “alte e gialle”.

Piaceva a Napoleone che ne volle fare un porto militare imporante (“E’ il più bel porto dell’universo”).

Piacque al conte di Cavour che chiamò un consulente inglese per rilanciare l’Arsenale.

Piacque ai poeti del Grand Tour.

La Spezia è città luminosa, marina, forte di fortificazioni militari, ricca di storia passata, di architetture moderne, di cultura del Novecento.

Protetta dal castello di San Giorgio la città è al centro di un arco naturalistico straordinario con Le Cinque Terre, Lerici, Portovenere.

La potenza dell’Arsenale Militare fa da contraltare alla leggerezza delle architetture liberty ed eclettiche.

La Spezia è la città del collezionisti per eccellenza: Amedeo Lia il mecenate che ha offerto la possibilità di inventare un museo con le sue opere d’arte raccolte in una vita di impresa e intelligenza: da Pietro Lorenzetti a Raffaello, da Pontormo  a Sassetta.

I coniugi Cappellini con la loro incredibile raccolta di sigilli dalla civiltà di Nabucodonosor in su.  

La Spezia è vivacità di cantieri navali, quelli che costruiscono gli yacht più eleganti del mondo, ma anche caccia fascinosa alle frazioni più nascoste, alle tradizioni, agli agriturismi diventati un’ indispensabile rete di turismo alternativo.

E non dimentichiamo quell’andar per osterie a assaggiare la mes-ciua, minestra di tantissimi semi, la cima, i ripieni, la stopeta , baccalà crudo a strisce affogato in olio, cipolle e peperoncino.

Tutto bagnato dal Rossetto che non ha mai tradito nessuno.

Fino a prova contraria.

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