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Il cuore antico della città

IL CENTRO STORICO
Non si può dire di conoscere Genova senza visitare il suo centro storico, il più grande complesso urbanistico-architettonico di origine medioevale in Europa. Attraverso i “carrugi”, i vicoli stretti fra alti palazzi dove le case sembrano toccarsi l'una con l'altra e il sole batte assai di rado, si scoprono angoli suggestivi. La città antica nasconde un “museo a cielo aperto” frequentato da sempre da gente cosmopolita, tanto che una volta i viaggiatori si stupivano piacevolmente di questo aspetto. Perfino il drammaturgo russo Anton Cecov nella celebre commedia Il gabbiano fa dire al suo personaggio Dorn che «per le strade di Genova cammina una folla meravigliosa. Quando si esce dall'albergo tutta la strada è colma di gente. Poi te ne vai in giro senza una meta, di qua e di là, vivi della sua vita, ti confondi a lei e cominci a credere che possa esistere una sola anima universale».

PIAZZA CARICAMENTO
Rappresenta il naturale trait d'union tra il centro storico e il Porto Antico. Storicamente in questo grande spiazzo venivano accatastati i carichi delle merci arrivate con le navi in porto per farli proseguire verso l'entroterra a dorso di mulo. Oltre cinquecento anni fa qui arrivava il mare. La piazza, ristrutturata nel 1992 dall'architetto Renzo Piano per il cinquecentesimo anniversario della scoperta dell'America, è stata sottoposta a un nuovo restyling nel 2001 in occasione del summit dei G8.

PIAZZA BANCHI
E' una delle piazze più ampie della Genova antica, sorta appena fuori della cinta muraria del X secolo. Questo nodo vivo della città fu scelto per la collocazione dei primi banchi di scambio, in cui confluivano mercanti di ogni paese. Piazza Banchi è viva anche oggi, sempre affollata e restituita alla bellezza originale dalla recente pulizia delle facciate che ha riportato in luce le tracce dei disegni a fresco che vivacizzano le costruzioni genovesi.

BARBERIA GIACALONE
L'antica bottega di vico Caprettari, dieci metri quadrati in elegante e raffinato stile Liberty, era frequentata dagli scaricatori e dai marinai del vicino porto come dagli abitanti della city genovese. E' tutta di vetro, ottone, specchi e listelli di legno. Risale al 1882 ed è stata rinnovata e restaurata nel 1992. Oggi è di proprietà del FAI (Fondo Ambiente Italiano) che l'ha ripristinata e riaperta al pubblico.

VIA OREFICI
Deve il suo nome al fatto che nel corso dei secoli è stata la sede preferita degli orafi genovesi (chiamati “fraveghi” nel dialetto locale), artigiani che lavoravano le gemme, l'oro e gli altri metalli preziosi, consociati in una ricchissima corporazione cui si deve la sistemazione urbanistica di tutta la zona. Oggi sono ancora molte le botteghe artigiane con negozi e vetrine che offrono oggetti preziosi, e moltissimi i laboratori situati ai piani superiori.

PIAZZA SOZIGLIA
Probabilmente si chiama così dall'antico “suis area”, aia del maiale, perché qui, nella prima metà dell'XI secolo, per ordine dell'autorità fu obbligata a esercitare la maggior parte dei macellai genovesi. E' una piazza lunga e stretta e tuttavia la più grande della città antica dopo piazza Banchi. I negozi sono molti, una parte di essi cerca di mantenere, nell'arredo e nel tipo di prodotti, l'aspetto elegante che li ha resi famosi nei secoli passati. Evitando rigorosamente, ad esempio, di esporre insegne luminose.

VIA LUCCOLI
In passato rappresentava l'itinerario pedonale privilegiato per salire dal mare ai monti. A partire dal medioevo, le famiglie aristocratiche della città costruirono qui sontuosi palazzi, cercando per le proprie dimore posizioni sempre più elevate sul livello del mare. Oggi, con le sue vetrine illuminate, è una strada bella e singolare, riservata alle compere eleganti.

VIA GARIBALDI
Dapprima Strada nuova, poi Via Aurea e infine via Garibaldi: tre nomi per un salotto unico al mondo, nato alla fine del XVI secolo dalla volontà di sei famiglie che vollero creare ai margini della città un quartiere elitario da fare invidia al mondo. I palazzi di questa strada divennero un modello edilizio per la nobiltà e per gli architetti di tutta Europa, ma anche il maggior simbolo del potere oligarchico di un ristretto gruppo di famiglie di aristocrazia mercantile. Le stesse che hanno retto le sorti della Repubblica genovese per circa un secolo a partire dalla metà del ‘500. Tra i suoi palazzi più importanti: Palazzo Tursi, sede del Municipio, Palazzo Bianco e Palazzo Rosso, che ospitano prestigiose pinacoteche.

PIAZZA PELLICCERIA
Presenta un originale pavimento a grossi ciottoli, dominato dalla mole di Palazzo Spinola. Già dimora patrizia della famiglia Grimaldi, poi dei Pallavicino e degli Spinola, ospita la Galleria Nazionale che accanto a raccolte museografiche di grande valore (con dipinti di Rubens e Antonello da Messina) mantiene arredi e suppellettili a ricostruire lo splendore e il fascino di una grande casa patrizia genovese .

 

 

PIAZZA DELLE ERBE
La sua forma rettangolare allungata avvalora la tesi di quanti la ritengono il centro della “Genua” di epoca romana. Il popolo la chiamò in questo modo perché vi si teneva il mercato della frutta e della verdura. Nella piazza, molto luminosa, si aprono botteghe di piccoli antiquari e artigiani. Molti palazzi hanno subito restauri capaci di evidenziare i sottostanti elementi medievali e romani.

PORTA SOPRANA
Si chiama Porta di Sant'Andrea ma fu detta “Superana” perché era la più alta delle cinque che davano accesso alla città medievale. Costruita con pietre e colonne marmoree presenta la tipologia delle torri di influenza orientale, rotonde all'esterno, così da essere meno vulnerabili, e rettilinee verso la città, per fondersi con le case circostanti. Dalla sommità delle torri, alte più di 30 metri e raggiungibili mediante una scala elicoidale in pietra, offre una vista affascinante sulla città antica, sulle opere realizzate negli anni ’30 (piazza Dante e i suoi grattacieli) e sui monti che circondano Genova.

LA TORRE DEGLI EMBRIACI
Situata nella piazza omonima, è una delle pochissime torri familiari superstiti di una città che nel medioevo non aveva nulla da invidiare alle più note città turrite dell'Italia centrale. Eretta probabilmente nel XII secolo, è l'unica cui fu permesso restare più alta di 80 palmi quando nel 1296 fu introdotto un regolamento che intendeva limitare la corsa delle famiglie alla costruzione della torre più alta. L'autorizzazione fu dovuta al prestigio di Guglielmo Embriaco, eroe della Prima Crociata e padrone del palazzo adiacente.

SANTA MARIA DI CASTELLO
Fu edificata nel XII secolo sui resti di una chiesa più antica dai Magistri Antelami, costruttori originari di Como e importatori in città dello stile romanico. Il terreno su cui poggia si è rivelato ricco di reperti ceramici e artistici. Sede di un convento-museo, dal 1442 appartiene ai Domenicani che ne fecero un cenacolo di umanisti e scrittori, ora sepolti nella chiesa e nei suoi tre splendidi chiostri. La sua decorazione è una delle massime espressioni artistiche della Genova del ‘400.

PIAZZA SARZANO
Un tempo a picco sul mare, si tratta di uno spazio che in epoca preromana rappresentava un ottimo punto di osservazione e di guardia a difesa della città. Nei secoli repubblicani divenne campo per tornei e manifestazioni pubbliche. Insieme all'intera area circostante è stata oggetto di recente di un'opera di recupero urbanistico favorito anche dall'insediamento in questa zona della facoltà di Architettura dell'Università di Genova.

PIAZZA SAN MATTEO
Era il centro di potere della famiglia D'Oria, una delle più importanti della Repubblica genovese. Di forma quadrata, lievemente in pendio, presenta palazzi tutti dotati di logge e di decorazioni a fasce bianche e nere, privilegio un tempo concesso, al di sopra del primo piano, solo alle grandi famiglie. Centro di tutto l'ambiente è la chiesa gentilizia dedicata a San Matteo, protettore dei gabellieri, perché l'esazione dei balzelli era l'attività primaria della famiglia. Eretta nel XII secolo e poi ampliata nel '500, offre una facciata gotica decorata a fasce ornate nei secoli con le imprese della famiglia.

VIA PRE’
E' la strada che dà il nome a uno dei quartieri più noti e caratteristici della città antica di Genova. E' la zona a più stretto contatto col porto, ritrovo di un'umanità cosmopolita che si muove fra vicoli stretti e fatiscenti con case strette dai modesti portoni che danno accesso a scale ripidissime: un'edilizia da torre costiera di difesa in un borgo nato senza mura. Al livello della strada ci sono piccoli negozi e bancarelle di commercio popolare. Caratteristici sono i mercatini di piazza Statuto e piazza Sant'Elena, quest'ultimo noto come “Shangai”.

CHIESA DI SAN DONATO
Con la particolare torre campanaria ottagonale che la distingue, è una delle principali testimonianze del romanico genovese. Situata quasi al centro della cinta muraria che risale al IX secolo, fu costruita intorno all'anno 1000 nella fase di grande ripresa economica e politica della città. All'interno di una cappella laterale ospita lo straordinario trittico dell'Adorazione dei Magi di Joos Van Cleve, realizzato nel 1515.

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